BUONGIORNO ARTE – ‘Cristo morto’ di Andrea Mantegna

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‘Buongiorno Arte’ è una rubrica che vuole dare importanza al bello, ad opere che hanno grande forza. Del resto “L’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni.” come diceva Pablo Picasso. Appuntamento settimanale concentrato nel weekend. SEGUICI ANCHE SU FACEBOOK

Cristo morto (1480)
Andrea Mantegna (1431-1506)

A colpire nel Cristo morto, il dipinto più emblematico di Mantegna, non è tanto il soggetto in sé che tante volte è  stato rappresentato, quanto quello che attraverso il soggetto l’autore riesce a trasmetterci.
Grazie all’inconsueta contrazione prospettica, Mantegna “inquadra” dai piedi in su il Cristo adagiato sul letto di morte con un inquietante e attuale taglio da reportage bellico. Fa affacciate i volti dolenti di San Giovanni Evangelista  e la Madonna che evidenziano una straordinaria condizione umana di dolore, di sofferenza,  di morte.

Con questo artificio prospettico ci comunica una tensione straordinaria, un disagio accentuato dalla condizione dello spazio fisico compresso, dal giaciglio scorciato e dal fondo scuro che nega al nostro sguardo il sollievo di distrarsi.
L’attenzione è  concentrata sul cadavere, sulla mano, sui piedi stigmatizzati in cui il sangue non scorre più e quel che è  rimasto è ormai rappreso nelle ferite.
Mantegna ha dipinto per l’eternità un dolore vero, scolpito, impietrito.
Un Cristo morto che sembra negare a se è agli uomini la propria resurrezione.

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