E ALLORA CIAK – Il pensiero su Claudio Sorrentino, ‘cuore impavido’ dei doppiatori

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E allora ciak’ è una rubrica che vuole approfondire il mondo dei film e delle serie tv, segnalando nuove uscite ma anche un approfondimento su realizzazioni storiche che meritano una particolare attenzione. Un autentico tuffo nella cinematografia. Appuntamento settimanale: il sabato. SEGUICI ANCHE SU FACEBOOK

Ben ritrovati cari lettori, in questo appuntamento di ‘E allora Ciak’ vorrei rendere omaggio al lavoro di un artista, recentemente scomparso a causa delle complicanze causate dal Corona Virus: l’attore e doppiatore Claudio Sorrentino.

Se il nome non vi dice nulla è perché il lavoro del doppiatore è un lavoro oscuro, un dietro le quinte fatto di ricerca, fatica, trasformazione, prendere una cosa già fatta e renderla al meglio in lingua italiana.

Sovente Luca Ward, altra grande voce italiana (per i neofiti, ‘Al mio segnale scatenate l’inferno’, dovrebbe accedervi la lampadina), nelle sue interviste rimarca orgogliosamente la bravura dei professionisti made in Italy nel far sembra facile un lavoro tanto difficile:

“Il doppiaggio fatto bene è quello di cui il pubblico non si accorge”.
Claudio Sorrentino è stato il doppiatore di John Travolta in “Pulp Fiction”, storica voce di Richie Cunningham in “Happy Days”, doppiatore del duro del cinema Bruce Willis nella saga di “Die Hard”, un vero artista che tutti abbiamo amato nel suo magistrale doppiaggio di Mel Gibson in “Brave Heart – cuore impavido”.

In onore di tanta maestria che rimarrà impressa nella storia vi invito a guardare se non lo avete fatto (se davvero così fosse mi chiedo in quale universo viviate) o riguardare suddetta pellicola vincitrice di 5 premi Oscar ed un Golden Globe nel 1995 che racconta le gesta di William Wallace, eroe ribelle che tra il 1290 ed il 1305 condusse i clan scozzesi in Guerra contro Edoardo I Plantageneto Re d’Inghilterra. Un film sulla storia che ha fatto storia.

Nato per puro caso dalla volontà di uno sceneggiatore omonimo (Randall Wallace) che si interessò ad una statua ad Aberdeen e volle rievocarne la leggenda, mescolato con la personalità istrionica di Mel Gibson che si fa per l’occasione Regista, Produttore e fautore Strafomentatore dell’indipendenza scozzese, il film, un kolossal a tutti gli effetti e fa niente se la veridicità storica alle volte se ne va a funghi sul Subasio lasciando spazio alla leggenda, il film ti rimane dentro, come rimane dentro la voce riascoltandola oggi di un artista, di un uomo a cui tutto il mondo del cinema e del doppiaggio italiano dice solamente Grazie.

Arrivederci Cuore Impavido.

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